//Happy 70th Birthday Udo Reifner! A new interactive blog reviewing his ideas is launched

Happy 70th Birthday Udo Reifner! A new interactive blog reviewing his ideas is launched

On the occasion of Professor Udo Reifner’s 70th birthday, an interactive blog of reviews of Udo’s work has been published by the Institut Fur Finanzdienstleistungen (‘Institute for Financial Services’ – IFF) in Hamburg.

As the founder and, for many years the Director of the IFF, and as the driving force behind the creation of the European Coalition for Responsible Credit (‘ECRC’) in 2005, Udo has made an immense contribution to the development of arguments in support of responsible and productive credit extension. As he has now recently turned 70, and although his contribution is by no means over yet, colleagues at the IFF have published a series of new reviews of his prior publications and are welcoming comments on the ideas that Udo has developed.

CfRC Director, Damon Gibbons, was delighted to have been asked to review Udo’s paper concerning the development of the EU’s Consumer Credit Directive, and there are many other English language contributions,, including from Professor Iain Ramsay and Joseph Spooner concerning the Principles of Responsible Credit and Responsible Bankruptcy respectively.

The blog is well worth reading, with papers available for download as pdf files, and it is great that the blog provides an opportunity for people to comment on the ideas that are presented.  We encourage people to take the time out to reflect on these, and it is only left for us to recognise the contribution that Udo made to securing the cap on payday lending here in the UK.

In 2004, when the then Department for Trade and Industry published research commissioned from Policis into the impact of interest rate controls in other countries (including in Germany), it did so with a view to securing a consensus that such regulations would drive people into the arms of illegal money-lenders.  At that time, only the Debt on our Doorstep campaign (which I co-chaired with Niall Cooper from Church Action on Poverty) had a firm policy position in favour of caps in the UK.  On a wet sunday, sat in front of a laptop in Leicester, I scoured the internet searching for academics who had studied the issue and whom we could approach for advice.  Udo’s name was one of the very few that came up.

I was genuinely surprised that Udo responded to my e-mail, and that he was so generous in his support for our campaign.  Had it not been for his enthusiasm, and his razor sharp analysis of the failings of the methods employed by Policis, it is likely that our campaign would have run out of steam at that point.  Instead, the neo-liberal position of the UK Government and regulators became a part of the rationale for founding the European Coalition,and this would subsequently bring us into contact with supporters not only in Europe itself but all over the world. The formation of the ECRC re-energised and equipped us intellectually for long the fight ahead.

It was, of course, to take a full decade of fighting the consensus – using not only robust research, but also media campaigning, and Parliamentary lobbying – to achieve the cap on payday lenders.  We clearly need to extend the total cost cap applying to payday lenders right across the consumer credit market, but today there is a growing consenus in favour of caps for which we should be proud. And so, on the occasion of his 70th birthday, we say thank you to Udo Reifner, and encourage people to read about his work in further detail.

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By | 2018-03-28T11:26:43+00:00 March 28th, 2018|Blog|1 Comment

About the Author:

Damon is the Director of the Centre for Responsible Credit.

One Comment

  1. Teresa Pasquino April 11, 2018 at 8:36 am - Reply

    In questo spazio, io posso solo offrire una testimonianza diretta della conoscenza scientifica e personale di Udo Reifner.

    Ho avuto modo di conoscere Udo a Trento quando, in occasione del suo insegnamento nella nostra Facoltà di Giurisprudenza, ho avuto la possibilità di partecipare, insieme ad altri Colleghi trentini e di altre università italiane e straniere, ad una riunione scientifica sul tema dei contratti finanziamento nel quadro del diritto europeo.
    Nel corso della discussione in merito al contenuto tipico che dovesse assumere tale tipo di contratto, il mio contributo ha voluto richiamare l’attenzione circa la necessità di indagare quella parte del regolamento contrattuale costituito prevalentemente da clausole di esonero o di limitazione della responsabilità del contraente forte.
    Rilevavo, infatti, come una parte rilevante del contenuto del contratto sia spesso rappresentato da un insieme di clausole che, prevedendo a favore del predisponente l’esonero totale o parziale della responsabilità per il danneggiamento delle cose custodite (per esempio, nei contratti di deposito in cassette di sicurezza) ovvero limitazioni circa l’importo del risarcimento del danno in caso di varie ipotesi di inadempimento contrattuale e che tale tipo di tecnica negoziale potesse determinare una forma di squilibrio sinallagmatico a tutto vantaggio del predisponente.

    L’interessante discussione che ne è derivata ci ha condotto poi a discutere circa la possibilità di estendere lo stesso tipo di valutazione ad eventuali clausole di esonero o di limitazione della responsabilità aventi ad oggetto fatti integranti gli estremi dell’illecito aquiliano.

    Materia, questa che si pone in termini più problematici quando simili clausole siano inserite in un contratto in cui sia parte un consumatore, laddove il codice del consumo, vigente in Italia, prevede all’art.124 la nullità di qualsiasi patto «che escluda o limiti preventivamente, nei confronti del danneggiato» la responsabilità prevista a carico dei soggetti operanti nella catena distributiva del prodotto; inoltre, all’art. 123 il danno risarcibile è stato considerato tale non solo quando pregiudichi la vita o l’integrità fisica della persona ma anche quando cada sul bene o prodotto difettoso. Questa disciplina, già prima di essere innestata nel codice del consumo, era stata considerata una eccezione alla regola contenuta nell’art. 1229 c.c.; infatti, comminando essa la nullità per tutte le clausole limitative nella materia dell’illecito, a prescindere dal dolo o dalla colpa, sia grave che lieve, trova la sua ratio nel superiore principio dell’ordine pubblico cui rispondeva proprio la disciplina speciale a tutela del consumatore . In ogni caso, sulla scia della ratio che si è voluto rinvenire nella disciplina speciale, resta fermo il principio per cui, in materia di contratti in cui è parte un consumatore, le clausole di irresponsabilità aquiliana del produttore, del fornitore, del venditore finale sono sempre nulle, qualunque sia il loro oggetto e qualunque sia la natura del bene offeso.
    Non vi è dubbio, dunque, che allorquando le clausole di irresponsabilità abbiano ad oggetto un esonero o una limitazione di responsabili-tà per comportamenti lesivi o pregiudizievoli degli interessi tutelati da norme imperative o di ordine pubblico, il debitore non potrebbe validamente pattuire a suo vantaggio prerogative che neghino o contraddicano l’essenza del principio della tutela minima del credito; simili clausole non supererebbero neppure il giudizio di meritevolezza ex art. 1322 c.c. e, dunque, sarebbero da considerare nulle ab inizio.
    Ad altre valutazioni induce, invece, la tendenza, seguita nella prassi, di fronte a comportamenti del debitore che, pur rientranti nella sfera dell’illecito aquiliano, non incidano, tuttavia, nella sfera degli interessi personalissimi del creditore, bensì in quella degli interessi di natura pa-trimoniale; laddove la deroga pattizia a norme dispositive in tema di responsabilità del debitore appare concepibile e perfettamente in linea con il principio dell’autonomia contrattuale dei privati.

    Sul tema già in quella sede, ho riscontrato l’immediato interesse di Udo che ha interloquito su tutti i punti con considerazioni assai pertinenti ed integrative circa i problemi posti.
    A seguire, grazie alla sua assidua presenza nella nostra Facoltà come Docente, le occasioni di incontro sono state diverse altre e ripetute nel tempo; in ognuna di esse non è mai mancata l’occasione di tornare sui temi con riflessioni e spunti sempre nuovi ma anche di spaziare su altri argomenti ad ampio raggio, non solo giuridici ma anche sociologici e culturali in genere.

    Insomma, la presenza di Udo nella nostra Facoltà è stata davvero di grande prestigio e rilevanza ed ha arricchito con la sua autorevolezza e con il suo sapere tutti noi!

    Con gli auguri più grati ad Udo, spero che torni presto a trovarci!

    Prof.ssa Teresa Pasquino
    Ordinario di Diritto privato
    Facoltà di Giurisprudenza – Trento

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